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Se sovrapponiamo a quanto detto gli effetti al suolo e principalmente
gli incendi che si svilupperebbero nella città di New York, abbiamo
la situazione di figura 22.

Figura 22
Nel disegno 2 siamo nell'ultima situazione di figura 21. A questo punto,
l'onda di pressione con i forti venti che ha generato ha spento la gran
parte degli incendi primari. Ma nell'opera cumulativa di distruzione
di onda d'urto ed onda termica nascono molti incendi secondari (disegno
3 di figura) che vanno a fondersi con i primari residui originando un
unico incendio disastroso (disegno 4 di figura). In particolari condizioni
al suolo e meteorologiche questo incendio potrebbe diventare una vera
tempesta di fuoco alimentata da venti ascensionali di oltre 150 Km/h
(disegno 5 di figura). Bruciato tutto, il fuoco si estinguerebbe lasciando
al suolo ceneri e macerie. Molte di queste polveri sarebbero trascinate
in quota e, se si moltiplica questo effetto per centinaia di esplosioni,
le polveri in quota potrebbero estendersi su una vasta zona, bloccando
la radiazione solare e riducendo quindi drasticamente la temperatura
al suolo. Da questo punto il seguito dipende da quante esplosioni vi
sono e ... da come reagisce la Terra.
CONSEGUENZE DI UNA GUERRA NUCLEARE
Oggi sembra una cosa lontana. Non so se dire per fortuna, visto il fatto
che, da quando è finito l'incubo dell'equilibrio del terrore,
si sono avute guerre con continuità. Gli USA stanno imponendo
al mondo il loro stile di vita per due motivi che vengono portati avanti
in parallelo: impadronirsi delle materie prime disponibili nel mondo
e sostenere la loro economia con il keynesismo militare (vedi http://www.fisicamente.net/index-438.htm
). La grande potenza sembra oggi essere una, ma le vicende della storia
vedono spesso ribaltamenti che sono chiari solo su scale temporali diverse
da quelle che riguardano una o qualche generazione. In ogni caso, prendete
la cosa come un racconto del terrore, ma faccio ora seguire una breve
discussione sul cosa comporterebbe una guerra che usasse ordigni nucleari.
La guerra la immagino ora tra USA e Russia.
Settantamila furono i morti ad Hiroshima, quarantamila a Nagasaki ed
il numero dei feriti fu leggermente superiore; di questi ultimi il 50%
lo furono per effetti meccanici ed ustioni, il 25% per l'onda di calore,
il 15% per ustioni da radiazioni gamma. Dei morti il 95% si trovavano
ad una distanza inferiore ad 1,5 Km dal punto "0". L'esplosione
fu da 20 Kton ed avvenne ad una quota di 600 metri.
Tutti gli edifici ordinari furono distrutti in una area di 15 Km2 (una
specie di quadrato di 4 Km di lato). Il cemento armato resistette, tranne
che in un'area centrale di 3 Km2. Per realizzare una simile distruzione
occorrerebbe disporre di 2 000 tonnellate di bombe chimiche ordinarie.
E' stato calcolato che una bomba da 20 Mton che esplodesse nel centro
di New York (vedi esemplificazione nel paragrafo precedente) provocherebbe
6 milioni di morti. Una bomba da 10 Mton è in grado di distruggere
una città come Londra, con tutti i sobborghi come buon peso.
Una stima USA (Mc Namara - 1965) prevedeva che un attacco lanciato nel
1970 contro gli USA avrebbe provocato 150 milioni di morti su 210 milioni
di abitanti. In queste condizioni gli USA avrebbero potuto rispondere
infliggendo all'URSS 120 milioni di morti e distruzione dell'80% del
potenziale industriale.
Cinquanta bombe H o trecento bombe A sarebbero in grado di mettere fuori
combattimento gli USA. Per la Russia ci vorrebbe un potenziale maggiore
a causa della maggiore estensione e della minore densità di popolazione.
La Gran Bretagna avrebbe bisogno di sole 7 ÷ 8 bombe H o duecento
bombe A. Queste stime si riferiscono ad effetti immediati o a brevissimo
termine rispetto ad un bombardamento nucleare. Le stime riguardanti
gli effetti sulla flora, la fauna ed il clima, a lunga scadenza, sono
molto più aleatorie.
La National Academy of Science (NAS) degli USA, nel 1975, stimava in
un rapporto che una guerra nucleare da 10.000 Mton potrebbe distruggere
metà dell'ozono dell'emisfero settentrionale e circa il 30% di
quello dell'emisfero meridionale.
Una sola esplosione da 1 Mton a livello del suolo proietterebbe migliaia
di tonnellate di polveri fino alla stratosfera. Le polveri, al di là
di tutti gli effetti di fall out, potrebbero assorbire, riflettere e
disperdere le radiazioni che giungono dal Sole o che vengono riflesse
dalla Terra con due possibili scenari a seconda delle particolari condizioni
che si venissero a creare:
+ inverno nucleare o glaciazione (il raffreddamento di 1 solo grado
centigrado eliminerebbe tutto il frumento prodotto dal Canada e gran
parte di quello prodotto nelle zone ex URSS)
+ effetto serra (il riscaldamento di un paio di gradi centigradi eliminerebbe
svariati milioni di Km2 di terre pianeggianti fertili a seguito di inondazioni
da scioglimento di ghiacci polari).
Nella figura 23 è confrontato il normale bilancio energetico
Sole-Terra con cosa accadrebbe nel caso di inverno nucleare, nel caso
cioè la radiazione solare non riuscisse più a raggiungere
la superficie della Terra (l'effetto serra consiste invece nel fatto
che la radiazione solare che è arrivata sulla Terra, non riesce
più ad uscire, restando intrappolata in successive riflessioni,
nell'atmosfera).

Figura 23
Dopo un attacco nucleare, molta gente rimarrebbe mutilata, intrappolata
fra le macerie o impossibilitata a fuggire dalla città per via
delle strade bloccate da macerie e fuoco. Se si formassero incendi su
grande scala, pochi potrebbero essere i sopravvissuti fra coloro che
riuscissero a sfuggire ad una mutilazione immediata.
Il pericolo di ferite provocate da oggetti scagliati violentemente,
soprattutto vetri di finestre in frantumi, esisterebbe a più
di 12 Km dal centro di una esplosione da 1 Mton e potrebbero aversi
ustioni gravi fino ad oltre 14 Km di distanza, a seconda delle condizioni
del tempo.
Insorgerebbero tumori e leucemie come effetti somatici e potrebbero
iniziare ad incubare effetti genetici. Si svilupperebbero epidemie non
controllabili, data la distruzione del sistema sanitario e favorite
dalla minore resistenza alle infezioni, effetto dell'esposizione a radiazioni.
Si avrebbero drammatiche carestie dovute alla distruzione di ogni infrastruttura
ed alla contaminazione radioattiva delle messi come conseguenza della
contaminazione del terreno. Si avrebbero alterazioni nell'equilibrio
ecologico. Poiché gli esseri più sensibili alla radioattività
sono organismi complessi, risulterebbero favorite le forme di vita inferiore
(si sa per certo che gli scarafaggi, i topi e gli scorpioni resistono
bene massicce dosi di radiazioni). La scomparsa di uccelli e di predatori
porterebbe ad un aumento imprevedibile di insetti e roditori che, tra
l'altro, hanno enorme capacità riproduttiva. La scomparsa di
foreste a seguito di incendi, le epidemie, l'invasione di insetti comporterebbe
mutamenti climatici, degradazione del terreno fino all'inabitabilità
di intere regioni.
EFFETTI A LUNGO TERMINE DELLE RADIAZIONI
Riporterò solo due tabelle: la prima relativa alle previsioni
relative ad un attacco locale con esplosione in quota e la seconda relativa
ad una incursione massiccia su vaste aree.
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ATTACCO LOCALE CON ESPLOSIONE IN QUOTA
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| |
ESPLOSIONE DI 1 Mton
Fuori città
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ATTACCO SUGLI USA
78 esplosioni da 1 Mton
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ATTACCO SULLA RUSSIA
72 esplosioni da 40 Kton
|
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EFFETTI SOMATICI
(morti per cancro)
|
200 ÷ 2.000
|
16.000 ÷ 160.000
|
6.000 ÷ 60.000
|
|
EFFETTI GENETICI
(aborti)
|
100 ÷ 1.000
|
8.000 ÷ 80.000
|
2.500 ÷ 25.000
|
|
ALTRI EFFETTI
|
350 ÷ 3.500
|
27.000 ÷ 270.000
|
5.000 ÷ 50.000
|
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INCURSIONE MASSICCIA SU VASTE AREE (dati
in MILIONI)
|
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OBIETTIVI ECONOMICI E MILITARI USA
3.225 ORDIGNI CON UNA POTENZA TOTALE DI 6.500 Mton
ESPLOSIONI IN ARIA
E IN SUPERFICIE
|
OBIETTIVI ECONOMICI E MILITARI RUSSI
5.660 ORDIGNI CON UNA POTENZA TOTALE DI 1.300 Mton
ESPLOSIONI IN ARIA E IN SUPERFICIE
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EFFETTI SOMATICI
(morti di cancro)
|
1 ÷ 1,5
|
1,2 ÷ 9,3
|
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EFFETTI SOMATICI
(cancro alla tiroide)
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1 ÷ 2
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~ 3,5
|
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EFFETTI SOMATICI
(noduli)
|
~ 3,6
|
7,7 ÷ 8,4
|
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EFFETTI GENETICI
(aborti)
|
0,15 ÷ 6
|
0,32 ÷ 8
|
|
ALTRI EFFETTI
|
0,4 ÷ 9
|
1 ÷ 12,5
|
DA ULTIMO ...


Figura 24
BIBLIOGRAFIA
Oltre a testi già citati altrove:
G. Bonacina (a cura di) - L'atomica di Hiroshima - Mondadori 1972.
Kevin N. Lewis - Effetti immediati e ritardati di una guerra nucleare
- Le Scienze 133 (settembre 1979)
R.P. Turco, O.B. Toon, T.P. Ackerman, J.B. Pollack, C. Sagan - Gli
effetti sul clima di una guerra nucleare - Le Scienze 194 (ottobre 1984).
FONTE: Fisicamente.net
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