Chi ha Paura
del Diavolo?
Dal libro "Un'esorcista racconta" di don G. Amorth
Anche il demonio è una creatura di Dio. Il ruolo di ogni creatura
dipende da una impostazione cristocentrica... Alcuni teologi pensano che
solo in virtù del mistero della croce gli angeli siano stati ammessi
alla visione beatifica di Dio. Molti Padri scrivono affermazioni interessanti.
Ad esempio, leggiamo in S. Atanasio che anche gli angeli debbono la loro
salvezza al Sangue di Cristo. Riguardo ai demoni, le affermazioni contenute
nei Vangeli sono tante: Cristo con la sua croce ha sconfitto il regno
di Satana ed ha instaurato il regno di Dio.
Ad esempio, gli indemoniati di Gerasa esclamano: "Che c'è
tra noi e te, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?"
(Matteo 8,29)
Alla luce della centralità di Cristo si vede il piano di Dio che
ha creato buone tutte le cose "per lui e in vista di lui". E
si vede l'opera di Satana, il nemico, il tentatore, l'accusatore, per
la cui suggestione è entrato nel creato il male, il dolore, il
peccato, la morte.
E risulta la restaurazione del piano divino, operata da Cristo col suo
sangue. Emerge anche chiara la potenza del demonio: Gesù lo chiama
"principe del mondo" (Giovanni 14,30); S. Paolo lo indica come
"dio di questo mondo" (2 Cor. 4,4); Giovanni afferma che "tutto
il mondo giace sotto il potere del maligno" (1 Giovanni 5,19). Satana
era il più splendente degli angeli; è divenuto il peggiore
dei demoni e il loro capo.
Perché anche i demoni sono vincolati tra loro da una strettissima
gerarchia e conservano il grado che avevano quando erano angeli...è
una gerarchia di schiavitù, non di amore come esisteva tra gli
angeli il cui capo è Michele.
Deve essere ben chiaro che il male, il dolore, la morte, l'inferno (ossia
la dannazione eterna nel tormento che non avrà fine) non sono opera
di Dio! Un giorno padre Candido stava cacciando via un demonio. Verso
la conclusione dell'esorcismo egli si rivolse a quello spirito immondo
con ironia: "Vattene da qui; tanto, il Signore te l'ha preparata
una bella casa, ben scaldata!" Al che il demonio rispose: "
Tu non sai niente. Non è Lui che ha fatto l'inferno. Siamo stati
tutti noi. Lui non ci aveva neppure pensato".
Dio vuole che tutti si salvino; nessuno è predestinato all'inferno;
Gesù è morto per tutti; a tutti vengono date le grazie necessarie
alla salvezza.
Sarebbe bello parlare solo di Cristo; ma sarebbe contro ogni suo insegnamento
e contro la sua opera. Per cui non arriveremmo mai a capirlo. La Scrittura
ci parla del Regno di Dio, ma anche del regno di Satana; ci parla della
potenza di Dio e di figli del Diavolo. E' impossibile comprendere l'opera
redentrice di Cristo senza tener conto dell'opera disgregatrice di Satana...
Chi toglie Satana, toglie anche il peccato e non capisce più neanche
l'operato di Cristo.
Sconfitto da Cristo, Satana combatte contro i suoi seguaci; la lotta
contro gli spiriti maligni continua e durerà, come dice il Signore,
fino all'ultimo giorno...Prima di regnare con Cristo glorioso, finito
l'unico corso della nostra vita terrena (non esiste altra prova!), o compariremo
tutti davanti al tribunale di Cristo, per riportare ciascuno quello che
fece nella sua vita mortale, o di bene o di male; e alla fine del mondo
ne usciranno: chi ha operato il bene per la risurrezione di vita; e chi
ha operato il male per la risurrezione di condanna.
Ancora un cenno su questa delicata materia...Come è sbagliato
negare l'esistenza di Satana, altrettanto è sbagliato, secondo
l'opinione più seguita, affermare l'esistenza di altre forze o
entità spirituali, ignorate dalla Bibbia e inventate dagli spiritisti,
dai cultori delle scienze esotiche o occulte, dai seguaci della reincarnazione
o dai sostenitori delle cosiddette "anime vaganti". Non esistono
spiriti buoni al di fuori degli angeli; né esistono spiriti cattivi
al di fuori dei demoni. Le anime dei defunti vanno subito o in paradiso
o all'inferno o in purgatorio, come è stato definito da due concili
(Lione e Firenze).
Contro le ingiustificate paure del demonio, riportiamo una pagina di
S. Teresa d'Avila, tratta dalla sua Vita:
"Se questo Signore è così potente, come so e vedo;
se i demoni non gli sono che schiavi, come la fede non mi permette di
dubitare, che male mi possono fare se io sono la serva di questo Re e
Signore?
Piuttosto, perché non sentirmi così forte da affrontare
l'inferno intero?...
Sapete quando i demoni ci fanno spavento?
Quando ci angustiamo con le sollecitudini per gli onori, per i piaceri
e per le ricchezze del mondo. Allora noi, amando e cercando quello che
dovremmo aborrire, mettiamo nelle loro mani le armi con cui potremmo difenderci
e li induciamo a combatterci con nostro immenso pregiudizio... Piaccia
a Dio che, sorretta dalla grazia, io ritenga riposo ciò che è
riposo, onore ciò che è onore, piacere ciò che è
piacere, e non il contrario. Allora farei le corna a tutti i demoni, che
fuggirebbero spaventati...
Sono Dannata
Prologo
Clara e Annetta, giovanissime, lavoravano in una ditta commerciale a
*** (Germania).
Non erano legate da profonda amicizia, ma da semplice cortesia.
Lavoravano ogni giorno l'una accanto all'altra e non poteva mancare uno
scambio di idee. Clara si dichiarava apertamente religiosa e sentiva il
dovere d'istruire e richiamare Annetta, quando questa si dimostrava leggera
o superficiale in fatto di religione.
Trascorsero qualche tempo assieme: poi Annetta contrasse matrimonio e
si allontanò dalla ditta. Nell'autunno di quell'anno....Clara trascorreva
le vacanze in riva al lago di Garda. Verso la metà di settembre,
la mamma le mandò dal paese natio una lettera: "È morta
Annetta N...È rimasta vittima di un incidente automobilistico.
L' hanno sepolta ieri nel "Waldfriedhof'".
La notizia spaventò la buona signorina, sapendo che l'amica non
era stata tanto religiosa. Era preparata a presentarsi davanti a Dio?...Morendo
all'improvviso, come si sarà trovata?...
L'indomani ascoltò la Santa Messa e fece anche la Comunione in
suo suffragio, pregando fervorosamente. La notte, dieci minuti dopo la
mezzanotte, ebbe luogo la visione...
"Clara, non pregare per me! Sono dannata! Se te lo comunico e te
ne riferisco piuttosto lungamente, non credere che ciò avvenga
a titolo di amicizia. Noi qui non amiamo più nessuno. Lo faccio
come costretta. Lo faccio come "parte di quella potenza che sempre
vuole il male e opera il bene".
In verità vorrei vedere anche te approdare a questo stato, dove
ormai ho gettato l'ancora per sempre.
Non stizzirti di questa intenzione. Qui, noi pensiamo tutti così.
La nostra volontà è impietrita nel male, in ciò che
voi appunto chiamate "male". Anche quando noi facciamo qualcosa
di "bene", come io ora spalancandoti gli occhi sull'Inferno,
questo non avviene con buona intenzione.
Ti ricordi ancora che quattro anni fa ci siamo conosciute a ***?Contavi
allora 23 anni e ti trovavi già da mezz'anno quando ci arrivai
io.
Tu mi hai levata da qualche impiccio; come a principiante, mi hai dato
dei buoni indirizzi! Ma che vuol dire "buono"?.
Io lodavo il tuo "amore per il prossimo".
Ridicolo! Il tuo soccorso deriva da pura civetteria, come, del resto,
io sospettavo già fin d'allora. Noi non conosciamo qui nulla di
buono. In nessuno.
Il tempo della mia giovinezza lo conosci. Certe lacune le riempio qui.
Secondo il piano dei miei genitori, a dire il vero, non sarei neanche
dovuta esistere. "Capitò loro appunto una disgrazia".
Le mie due sorelle contavano già 14 e 15 anni, quando io tendevo
alla luce.
Non fossi mai esistita! Potessi ora annientarmi, sfuggire a questi tormenti!
Nessuna voluttà uguaglierebbe quella con cui lascerei la mia esistenza;
come un vestito di cenere, che si perde nel nulla.
Ma io devo esistere. Devo esistere così, come mi sono fatta io:
con un esistenza fallita.
Quando papà e mamma, ancora giovani si trasferirono dalla campagna
in città, ambedue avevano perduto il contatto con la Chiesa. E
fu meglio così.
Simpatizzarono con la gente non legata alla Chiesa. Si erano conosciuti
in un ritrovo danzante e mezz'anno dopo dovettero sposarsi.
Nella cerimonia nuziale rimase attaccata a loro tant acqua santa,
che la mamma si recava in Chiesa alla Messa domenicale un paio di volte
lanno. Non mi ha mai insegnato a pregare davvero. Si esauriva nella
cura quotidiana della vita, benché la nostra situazione non fosse
disagiata.
Parole, come Messa, istituzione religiosa della Chiesa, le dico con una
ripugnanza senza pari. Abborrisco tutto questo, come odio chi frequenta
la Chiesa e in genere tutti gli uomini e tutte le cose.
Odio verso Dio
Da tutto, infatti, ci deriva tormento. Ogni cognizione ricevuta in punto
di morte, ogni ricordo di cose vissute o sapute, è per noi fiamma
pungente.
E tutti i ricordi ci mostrano quel lato che in essi era grazia e che noi
sprezzammo.
Quale tormento è questo? Noi non mangiamo, non dormiamo, non camminiamo
coi piedi. Spiritualmente incatenati, guardiamo inebetiti "con urla
e stridor di denti" la nostra vita andata in fumo: odiando e tormentati!
Senti? Noi qui beviamo l'odio come acqua. Anche l'uno verso l'altro.
Soprattutto noi odiamo Dio.
Te lo voglio rendere comprensibile.
I Beati in Cielo devono amarlo, perché essi lo vedono senza velo,
nella sua bellezza abbagliante. Ciò li beatifica talmente, da non
poterlo descrivere. Noi lo sappiamo e questa cognizione ci rende furibondi.
Gli uomini in terra, che conoscono Dio dalla creazione e dalla rivelazione,
possono amarlo; ma non ne sono costretti.
Il credente, lo dico digrignando i denti, il quale, meditabondo, contempla
Cristo in croce, con le braccia tese, finirà con l'amarlo.
Ma colui, al quale Dio si avvicina solo nell'uragano, come punitore, come
giusto vendicatore, perché un giorno fu da lui ripudiato, come
avvenne di noi, costui non può che odiarlo, con tutto l'impeto
della sua malvagia volontà, eternamente, in forza della libera
accettazione con la quale, morendo, abbiamo esalato l'anima nostra e che
neppure ora ritiriamo e non avremo mai la volontà di ritirarla.
Comprendi ora perché l'Inferno dura eternamente? Perché
la nostra ostinazione giammai si scioglierà da noi.
Costretta, aggiungo che Dio è misericordioso persino verso di noi.
Dico "costretta", poiché anche se dico queste cose volutamente,
pure non mi è permesso di mentire, come volentieri vorrei! Molte
cose le affermo con la mia volontà.
Anche la foga d'improperi, che vorrei continuare, la devo strozzare.
Dio fu misericordioso verso di noi col non lasciare esaurire sulla terra
la nostra malvagia volontà, come noi saremmo stati pronti a fare.
Ciò avrebbe aumentato le nostre colpe e le nostre pene. Egli ci
fece morire anzitempo, come me, o fece intervenire altre circostanze mitiganti.
Ora egli si dimostra misericordioso verso di noi col non costringerci
ad avvicinarci a lui più di quanto lo siamo in questo remoto luogo
infernale; ciò diminuisce il tormento.
Ogni passo che mi portasse più vicino a Dio, mi cagionerebbe una
pena maggiore di quella che a te recherebbe un passo più vicino
ad un rogo ardente.
Ti sei spaventata, quando io una volta, durante il passeggio, ti raccontai
che mio padre pochi giorni avanti la mia prima Comunione, mi aveva detto:
"Annettina, cerca di meritarti un bel vestitino: il resto è
una montatura".
Per il tuo spavento quasi mi sarei perfino vergognata. Ora ci rido sopra.
L'unica cosa ragionevole in quella montatura era che ci si ammetteva alla
Comunione solo a dodici anni. Io allora ero abbastanza presa dalla mania
dei divertimenti mondani, così senza scrupoli mettevo in un canto
le cose religiose e non diedi grande importanza alla prima Comunione.
Che parecchi bambini vadano ora alla Comunione già a sette anni,
ci mette in furore. Noi facciamo di tutto per dare a intendere alla gente
manca una cognizione adeguata, Essi devono prima commettere alcuni peccati
mortali!
Allora la bianca Particola non fa più in essi gran danno, come
quando nei loro cuori vivono ancora la fede; la speranza e la carità,
puh! questa roba, ricevute nel Battesimo. Ti ricordi come abbia già
sostenuto sulla terra questa opinione?
Ho accennato a mio padre. Egli era sovente in lite con la mamma. Te ne
feci allusione solo raramente; me ne vergognavo. Cosa ridicola la vergogna
del male!
Per noi qui tutto è lo stesso.
I miei genitori neanche dormivano più nella medesima camera; ma
io con la mamma e il papà nella camera attigua, dove poteva rincasare
liberamente a qualsiasi ora. Beveva molto; in tal modo scialacquava il
nostro patrimonio. Le mie sorelle erano ambedue impiegate e abbisognavano
esse stesse, dicevano, del denaro che guadagnavano. La mamma cominciò
a lavorare per guadagnare qualche cosa.
Nell'ultimo anno di vita papà batteva spesso la mamma, quando lei
non gli voleva dar nulla. Verso di me, invece, fu sempre amorevole. Un
giorno, te l' ho raccontato e tu, allora, ti sei urtata del mio capriccio
(di che cosa non ti sei urtata nei miei riguardi?), un giorno dovette
portare indietro per ben due volte, le scarpe comprate, perché
la forma e i tacchi non erano per me abbastanza moderni.
La notte in cui mio padre fu colpito da apoplessia mortale, avvenne qualcosa
che io per timore di una interpretazione disgustosa non riuscii a confidarti.
Ma ora devi saperlo. È importante per questo: allora per la prima
volta fui assalita dal mio spirito tormentatore attuale.
Dormivo in una camera con mia madre.
I suoi respiri regolari dicevano il suo profondo sonno.
Quand'ecco mi sento chiamare per nome. Una voce ignota mi dice: "Che
sarà se muore papà?".
L'amore nelle anime in stato di
Grazia
Non amavo più mio padre dacché trattava così villanamente
la mamma; come del resto non amavo fin d'allora assolutamente nessuno,
ma ero solamente affezzionata ad alcune persone, che erano buone verso
di me. Lamore senza speranza di contraccambio terreno vive solo
nelle anime in stato di Grazia. E io non lo ero.
Così risposi alla misteriosa domanda senza darmi conto donde venisse:
"Ma non muore mica!".
Dopo una breve pausa, di nuovo la stessa domanda chiaramente percepita:
"Ma non muore mica!". Mi scappò ancora dalla bocca, bruscamente.
Per la terza volta fui richiesta: "Che cosa sarà se muore
tuo padre?". Mi si presentò alla mente come papà spesso
veniva a casa piuttosto ubriaco, strepitava, maltrattava la mamma e come
egli ci aveva messo in una condizione umiliante dinanzi alla gente. Perciò
gridai indispettita gli sta bene!".
Allora tutto tacque.
La mattina seguente, quando la mamma volle mettere in ordine la stanza
del babbo, trovò la porta chiusa chiave. Verso mezzogiorno si sforzò
la porta. Mio padre, mezzo vestito, giaceva cadavere sul letto. Nellandare
a prendere la birra in cantina doveva essersi buscato qualche accidente.
Era già da lungo tempo malaticcio
Marta k... e tu mi avete indotta a entrare nell Associazione delle
Giovani". Veramente non ho mai nascosto che trovavo abbastanza intonate
con la moda parrocchiale le istruzioni delle due direttrici, le signore
X.
I giuochi erano divertenti. Come sai, vi ebbi subito una parte attiva.
Ciò mi andava a genio.
Anche le gite mi piacevano. Mi lasciai perfino indurre alcune volte ad
andare alla Confessione e alla Comunione.
A dire il vero, non avevo nulla da confessare. Pensieri e discorsi per
me non avevano importanza. Per azioni più grossolane, non ero abbastanza
corrotta. Tu mi ammonisti una volta: "Anna, se non preghi, vai alla
perdizione!".
Voi pregavo davvero poco e anche questo, solo svogliatamente.
Allora tu avevi purtroppo ragione. Tutti coloro che bruciano nellInferno
non hanno pregato o non hanno pregato abbastanza.
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