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Linferno è eterno
Che lInferno sia eterno è verità di fede definita
nel IV Concilio Lateranense e nell Concilio di Lione. Il documento più
importante sul carattere eterno della pe na infernale è la scomunica
scagliata, con lapprovazione del Papa Vigilio, dallimperatore
Giustiniano che nel 543 pose termine alla controversia Origenista: «Se
qualcuno dice o ritiene che il supplizio dei demoni e degli uomini empi
è temporaneo e avrà fine.., costui sia scomunicato»
(Dz. 211).
Pene dellinferno
Le citate definizioni di fede distinguono nettamente due tipi di
pene: la pena del «danno» che consiste nel la privazione di
Dio, nostra felicità, e la pena del « senso».
Come in Paradiso ci sarà «ogni bene senza alcun male»,
così nellInferno ci sarà «ogni male senza alcun
bene». Nel Vangelo di S. Marco (16,28) lInferno è chiamato
«luogo dei tormenti».
Il Catechismo di S. Pio X afferma: «Linferno è il patimento
della privazione di Dio, nostra felicità, e del fuoco, con ogni
altro male senza alcun bene».
I peccatori hanno preferito a Dio Creatore le creature e tutte le soddisfazioni
che essi potevano trovare in se stessi o negli altri. Perciò le
stesse creature, le stesse potenze dellanima, gli stessi sensi del
corpo avranno il loro castigo e il loro tormento. Qualche accenno:
a) pene
dellimmaginazione. Essa presenterà al dannato tutti i piaceri
e le delizie goduti sulla terra, ma ora finiti per sempre. Gli presenterà
alla fantasia le immense gioie del Cielo, che per lui ormai sono ir raggiungibili.
Per questo il dannato digrigna i denti e si consuma di rabbia;
b) pene
della memoria che ricorderà al dannato gli innumerevoli peccati
con tutte le circostanze e le malizie che gli hanno meritato lInferno.
Gli ricorderà tutte le grazie ricevute, tutti gli avvertimenti
e i consigli... di cui, se ne avesse tratto profitto, ora non sarebbe
in quel luogo di tormenti;
c) pene dellintelligenza.
Sulla terra le passioni, lignoranza o la leggerezza molte volte
possono offuscare la verità. Ma nellInferno le verità,
sulle quali in vita si tentò di passare con indifferenza e disprezzo,
saranno dinnanzi al dannato in tutta la loro evidenza. Dunque il peccato
non era una cosa da nulla! LInferno non è una invenzione
dei preti! Dio, della cui mise ricordia e bontà si è tanto
abusato, cè, esiste veramente! Ed ora lui non potrà
più amare il buon Dio, ma dovrà odiarlo per sempre;
d) pene della volontà.
Non era tanto difficile salvarsi. Moltissimi altri, pur nelle stesse condizioni
di vita, hanno adoperato i mezzi che Gesù Cristo ha lasciato alla
Chiesa e si sono salvati. Dio, nella sua infinita misericordia, laveva
richiamato fino allultimo istante della sua vita terrena, ma lui
si è rifiutato: la sua scelta è stata fatta per sempre!;
e)
pene dei sensi. Dopo la resurrezione anche il corpo con tutti i suoi sensi
parteciperà con lanima ai tormenti infernali. Gli occhi non
vedranno altro che volti spasimanti di dannati e di demoni dallaspetto
orribile. Ludito non ascolterà altro che lamenti, urla, imprecazioni
e bestemmie. Lodorato sarà colpito dai fetori più
nauseanti. Il gusto soffrirà una sete inestinguibile. Il tatto
con tutto il corpo sarà tormentato dal fuoco: fuoco non metaforico
o figurato, come viene interpretato da alcuni, ma fuoco vero, reale, di
natura misteriosa che fa sentire i suoi effetti terrificanti non solo
sul corpo, ma anche sullanima, anche sui demoni, che sono puri spiriti
senza corpo. Un fuoco che brucia sempre senza consumare mai! Un fuoco
più terribile di quello della terra. Il fuoco terreno infatti è
stato creato da Dio a nostro servizio, per il nostro bene, mentre il fuoco
infernale è stato creato a castigo di Satana e dei suoi angeli
ribelli.
Altre pene dei dannati:
la compagnia dei demoni che sfogheranno su di loro il loro odio
contro Dio, torturandoli per tutta leternità;
la compagnia dei dannati. Se per qualche circostanza ci capita di trovarci
tra persone ineducate, dal un guaggio volgare e blasfemo; con persone
sporche, male odoranti; con persone che ci guardano con occhio bieco e
ostile, ecc., con quale ansia non aspettiamo loccasione e il momento
di sottrarci a quella insopportabile situazione! Ebbene nellInferno
il dannato si troverà in una situazione immensamente più
infelice ed eterna in compagnia di dannati molto più spregevoli
e che si odiano lun laltro con grande accanimento.
Le pene dellinferno sono continue e disuguali
Come le gioie del Paradiso, così le sofferenze dellInferno,
per quanto intense, non conoscono interruzione alcuna. Sulla terra le
distrazioni, il sonno, i rimedi, possono diminuire la coscienza del dolore.
Nellinferno i dannati non conoscono sonno, né distrazioni,
né sollievo: lInferno è continuità nella piena
coscienza della propria sventura eterna.
Come in Paradiso i godimenti dei Beati non sono uguali, ma proporzionati
ai loro meriti, così nellInferno le sofferenze dei dannati
non sono uguali, ma proporzionate ai loro peccati.
Linferno non è
vuoto
Oggi ci sono alcuni che dicono: lInferno cè,
però, non ci va nessuno perché Dio è infinitamente
buono e misericordioso; è nostro Padre e quindi ci salverà
tutti.
Qui ci sarebbe tanto da dire, ma, per non allungare troppo largomento,
non dobbiamo dimenticare che Dio è infinitamente misericordioso
per chi si pente e si converte, ma è pure infinitamente giusto
per chi, fino allultimo istante della sua vita terrena, rifiuta
la sua grazia, rifiuta il richiamo che linvita al pentimento. AllInferno
ci va chi ci vuole andare. Diceva Gesù a unanima privilegiata,
Suor Consolata Betrone: «Limpenitenza finale è per
quellanima che vuole andare allInferno di proposito e quindi
riostinatamente la mia immensa misericordia, perché io ho versato
il mio Sangue per tutti! No, non è la moltitudine dei peccati che
danna lanima, perché io li perdono se essa si perite, ma
è lostinazione a non volere il mio perdono, a volersi dannare».
Che linferno non sia vuoto ce lo conferma la Vergine Santissima
a Fatima. Nella quarta apparizione, domenica 19 agosto 1917, la Madonna,
velata di tristezza, dice ai tre fanciulli (Lucia, Giacinta e Francesco):
«Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori. Badate
che molte, molte anime vanno allinferno, perché non cè
chi si sacrifichi e preghi per loro».
Concludiamo largomento dellInferno riportando lepisodio
del Papa Pio IX. Verso la fine del suo glorioso pontificato, il Papa raccomandava
a un Missionario francese: «Predicate molto le grandi verità
della salvezza, predicate specialmente lInferno. Dite chiaramente
tutta la verità sullInferno, non cè nulla di
più efficace per far riflettere i poveri peccatori e convertirli».
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