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di Don Gabriele Amorth
Il successo del libro: Un esorcista racconta, mi ha portato in primo
piano, contro ogni mio merito, nei mezzi di comunicazione sociale. Ho
rilasciato più di cento interviste a RAI TV e giornali d'ampia
risonanza, oltre a tanti incontri minori, sempre seguiti da discussione.
Ho accumulato una grande quantità di domande, tra cui mi è
facile scegliere le più ricorrenti. Si pensi che, anche solo nei
miei interventi a Radio Maria, venivo intervistato per un' ora e poi,
per due ore, si susseguivano le telefonate con le richieste degli ascoltatori.
Poi ho iniziato una serie di interventi mensili, di un' ora e mezzo. Sul
mensile Eco di Medjugorje ho curato a lungo una rubrica che terminava
con domande e risposte.
Ho ritenuto opportuno valermi di questa esperienza e riportarne qui i
tratti più significativi. Non presenterò un capitolo organico,
dato che si tratta di domande singole, staccate; mi sforzo solo di raggrupparle
in base alle affinità degli argomenti. Credo però che il
lettore resterà soddisfatto perché questo capitolo rispecchia,
più di ogni altro, gli interessi immediati della gente.
ESORCISTI E MAGHI
Ci sono esorcisti più forti ed esorcisti più deboli, o
l'uno vale l'altro?
La differenza tra un esorcista e un altro c'è, è innegabile.
Dipende da fattori d'indole spirituale (l'intensità di preghiera,
di unione con Dio, di sacrifici; oso dire: la santità) e da fattori
umani quali l'esperienza, l'intelligenza, la cultura specifica, l'intuizione...
Non è però facile valutare questi fattori e ogni confronto
sarebbe errato perché solo Dio è giudice. Giustamente un
esorcista francese, rispondendo al suo vescovo che gli aveva posto questa
domanda, gli ha fatto l'elenco delle cose nuove che aveva imparato, anno
dopo anno, durante l'esercizio di questo ministero; in sostanza ha voluto
dire: posso solo confrontarmi con me stesso, e ho visto che ho sempre
da imparare, ma ho anche visto i vantaggi dell' esperienza.
Non dimentichiamo inoltre che, in questo settore, giocano molto anche
altri fattori: l'impegno di fede e di preghiera della persona colpita
e dei suoi cari; la fede nell'intercessione della Chiesa e quindi l'accostarsi
all'esorcista come ad uno strumento di Dio, attraverso l'incarico ricevuto
dal suo vescovo. Ho anche notato che certi esorcisti sono più efficaci
con un certo tipo di mali malefici, altri lo sono con un altro tipo di
mali. Ma è poi sempre il Signore che decide e che concede la grazia
del risultato all'uno o all' altro, come lui vuole, perché si debba
a lui solo ogni rendimento di grazie.
Che differenza c'è tra un mago e un esorcista?
Il mago, quando è un vero mago e non un semplice imbroglione, agisce
con la forza di Satana; l'esorcista agisce con la forza del nome di Gesù
e l'intercessione della Chiesa.
Come dobbiamo regolarci di fronte a tanti non esorcisti che benedicono:
sacerdoti, suore, laici?
Tutte le preghiere sono efficaci, purché fatte con fede, con umiltà,
con carità (quindi senza nessun interesse materiale), senza stranezze.
Pregare gli uni per gli altri è certamente una raccomandazione
che ci viene da Dio. Ognuno può farlo conforme al suo sacerdozio:
derivante dal battesimo o più ancora se si tratta di sacerdozio
ministeriale. È ottima cosa che i sacerdoti benedicano; dovrebbero
farlo molto di più.
È evidente che si tratta in questi casi di preghiere private, che
niente hanno a che fare col sacramentale dell'esorcismo. Poi bisogna guardare
ai frutti. Conosco tanti che pregano o benedicono con efficacia; conosco
anche tanti che si sono fatti una fama da san toni, mentre non sono altro
che imbroglioni o ipocriti, quando non sono addirittura dei maghi. Non
possiamo pretendere che sia 1'autorità ecclesiastica a pronunciarsi
in tutti i casi; sono troppi e neppure meritano una considerazione di
carattere ufficiale. Dobbiamo essere noi ad avere buon senso e a saperci
regolare; dovrebbero i parroci essere in grado di dare i consigli appropriati
ai singoli casi che prendono piede nelle loro parrocchie.
Il fatto di non trovare esorcisti o esorcisti validi spinge ad andare
dai maghi. È peccato? E se si viene davvero guariti?
Purtroppo la difficoltà è reale; ma c'è anche la
tendenza, da parte di molti, a voler ricorrere ad un esorcista quando
non ce n'è nessun bisogno, perché bastano i mezzi comuni
di grazia. In ogni caso ricorrere ai maghi è un peccato di superstizione,
che trasgredisce il primo comandamento, ed è espressamente condannato
dalla Bibbia. E se il mago guarisce davvero? L'esperienza m'insegna che
si tratta, il più delle volte, di guarigioni provvisorie, che lasciano
poi il posto a mali maggiori. In ogni caso: disgraziata quella persona
che viène guarita da un mago, ossia da uno collegato con Satana.
Essa contrae a sua volta un legame sia col demonio sia col mago. E si
tratta di legami con dure conseguenze, per cui è poi molto faticoso
spezzarli.
È peccato andare da cartomanti?
È peccato di superstizione, che può essere più o
meno grave, secondo i casi. Ad esempio, uno va a farsi fare le carte per
la pura curiosità di sapere che cosa gli viene detto; è
una venialità; e si espone a rischi di continuità, di aggravamento.
Sono solito dividere i cartomanti in tre categorie: gli imbroglioni, che
fanno soldi alle spalle degli ingenui; coloro che hanno un qualche potere
paranormale e si servono delle carte per fame uso, come un rabdomante
fa uso della bacchetta per trovare l'acqua; in questo caso non c'è
né colpa né danno, purché si stia nei limiti dovuti
(ad esempio, è impossibile predire il futuro); ci sono infine i
cartomanti che praticano con le carte magia unitamente a divinazione,
e allora c'è da ripetere quanto si è detto sopra, circa
la magia.
Si può fare un esorcismo a una persona lontana, a sua insaputa?
Si può farlo. Ho già detto che spesso esorcizzo per telefono
e con efficacia; altre volte faccio esorcismi (ossia preghiere!) per quelle
persone più colpite che si rivolgono a me, anche a loro insaputa,
soprattutto alla sera. Quello che non si può fare è esorcizzare
contro la volontà di una persona: i suoi doni il Signore li offre,
mai li impone. Ad esempio, mi è capitato spesso di sentirmi raccomandare
persone che i familiari ritengono indemoniate; ma non pregano, non vanno
mai in chiesa, I non credono e mai accetterebbero di farsi benedire da
un sacerdote. In questi casi si può solo pregare.
Un esorcista si può sbagliare? Ho portato un mio parente da un
esorcista che non gli ha trovato niente. Ma il suo comportamento è
tale da far supporre una presenza malefica e un sensitivo afferma che
è vittima di una fattura.
È possibile che un esorcista si sbagli. In un caso come quello
esposto consiglierei di sentire il parere di un altro esorcista. Non dimentichiamo
però che ci sono dei maniaci, ci sono di quelli che vanno da un
esorcista all'altro, finché non trovano qualcuno che dica ciò
che vogliono loro. Qui ci vuole un bravo medico; oppure una serie di preghiere
di liberazione dalle manie specifiche, se il soggetto si presta a collaborare.
Quali sono i principali ostacoli che incontra un esorcista?
Sono tanti. Ostacoli per fare una diagnosi, anche con l'aiuto di medici
specialisti. E se si riscontra un male malefico, molti ostacoli derivano
dalla scarsa collaborazione del paziente: occorre una sincera conversione
a Dio, una vita di grazia, tanta preghiera e frequenza ai sacramenti.
La gente è pigra; ha spesso la tendenza alla passività:
"Padre, mi liberi dal demonio"; "No. Sei tu che ti devi
liberare. lo posso solo aiutarti e indicarti i mezzi". Talvolta ci
sono impedimenti alla grazia: difficoltà a un sincero perdono di
cuore, a cambiare vita se si è radicati in uno stato di peccato;
difficoltà a spezzare certi legami col maligno che richiedono di
spezzare
certi legami umani: amicizie peccaminose, vizi radicati... Il compito
dell'esorcista è fondamentalmente quello di portare le anime a
Cristo: è lui il liberatore. Tutto ciò che ostacola una
vita di unione con Dio è di ostacolo per l'opera degli esorcisti.
PROBLEMI DI DOTTRINA
Tutto viene da Dio. Il bene e il male sono sempre esistiti. Accettiamo
questa realtà perché è inutile combatterla.
Tutto è permesso da Dio - «Non cade foglia che Dio non voglia»
-, ma non tutto è voluto da Dio. Da Dio viene solo il bene. E non
è vero che il bene e il male siano sempre esistiti; ci sono filosofie
e religioni che si basano su questo falso concetto, come se il bene e
il male fossero due forze eterne, sullo stesso piano. No; si escluderebbero
a vicenda: Dante direbbe: «Per la contraddizione che non consente».
È sempre esistito solo Dio: l'unico principio di tutto. E da Dio
è stato creato solo il bene; per cui la Bibbia ci presenta Dio
che si compiace di avere creato tutte le creature belle e buone, per la
vita e per la felicità.
Il male è entrato nel mondo quando Dio ha voluto creare esseri
di straordinaria grandezza, perché intelligenti e liberi. La libertà,
sia per l'angelo sia per l'uomo, è una grandezza insostituibile.
Il male è iniziato per colpa dell'angelo e poi dell'uomo, che hanno
abusato di questo dono di Dio. Perciò il male non c'è sempre
stato, ma ha avuto origine da quando una parte di angeli si è ribellata
a Dio, e poi da quando Adamo ed Eva hanno disobbedito a Dio. Ancora tuttavia
si manifesta la misericordia e la sapienza divina che, pur tollerando
il male (perché Dio non rinnega le creature sue, né la possibilità
che ha loro dato di nuocere ad altri), anche d male sa trarre il bene.
Perciò malattie, dolori, persecuzioni, perfidia e tutto il male
che c'è nel mondo, pur non provenendo da Dio, possono giovare alla
santificazione e quindi al bene.
Vorrei sapere che relazione c'è tra libertà e tentazioni
e poi tra libertà e possessione diabolica.
Tutti gli uomini sono soggetti alle tentazioni di Satana, ossia alla sua
azione ordinaria. Ma sempre la nostra libertà è in grado
di vincerle. La Scrittura ci assicura che Dio non permette che siamo tentati
al di sopra del le nostre forze; che possiamo e dobbiamo resistere a Sa
tana «forti nella fede» (1Pt 5,2); che se resistiamo; Satana
lui «fuggirà da noi» (Gc 4,7). Dobbiamo peri usare
i mezzi di grazia che il Signore ci elargisce, con forme al suo ammonimento:
«Vigilate e pregate per non cadere in tentazione» (Mt 26,41).
È più complesso parlare del rapporto tra libertà
e poso sessione diabolica. In tutti i casi in cui la possessione è
colpevole, si tratta di un cattivo uso della libertà, per cui si
paga la conseguenza delle colpe che hanno portato alla possessione. Quando
questa è incolpevole (perché dovuta a permissione divina
o a maleficio), l'uomo la subisce contro la sua libera volontà
e si comporta come di fronte a tante sofferenze umane, ad esempio, di
fronte alle malattie. In ogni caso la possessione non toglie la libertà,
tranne che nei momenti di crisi acuta, in cui non si è responsabili
di quanto si dice o si fa. Ma il libero arbitrio resta, per cui resta
la possibilità di compiere il bene o il male, di santificarsi o
di dannarsi.
Perché Dio permette che un bambino innocente possa già nascere
con disturbi malefici, o addirittura con una possessione diabolica?
Anche questo problema va visto alla luce di tutto il problema del dolore
e del male. Guardiamo alla croce di Cristo, alla risurrezione che ne è
seguita, e possiamo capire qualcosa. Ci sono dolori che non hanno una
spiegazione razionale, guardando solo alla vita terrena, ma che acquistano
il loro significato guardando al poi, alla vita eterna. Per aiutarci a
capire, paragoniamo un bambino che nasce con un male malefico ad un bambino
che nasce malato, ad esempio, che nasce mongoloide. Perché Dio,
che vuole solo il bene, permette questo?
Facciamo credito alla sua sapienza che, anche da questo male, da essa
non voluto, sa trarre il bene.
Perché Gesù non liberò Giuda da Satana?
Dio rispetta sempre la nostra libertà, anche se ne usiamo male.
Sappiamo che ci vuole tutti salvi, che Gesù è morto per
tutti, che nessuno è predestinato all'inferno; e sappiamo che se
uno pecca, Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e
viva. Però Dio i suoi doni li offre; non li impone. Uno può
sempre rifiutarli. Io penso che Giuda abbia avuto grazie straordinarie
sia per conoscere Gesù, vivendo con lui, sia per potersi sollevare
dalla sua misera condizione di ladro. Chissà quanti tentativi ha
fatto il Signore per convertirlo! Solo un persistente indurito rifiuto
della grazia può averlo portato al punto a cui è giunto.
Quanto è detto per Giuda vale per tutti.
Nella mia casa si udivano rumori notturni che ci disturbavano. Abbiamo
poi saputo che, prima che noi vi andassimo ad abitare, un uomo vi si era
impiccato. Dietro consiglio di un amico del "Rinnovamento dello Spirito"
abbiamo fatto celebrare per quel defunto le messe gregoriane e i rumori
sono cessati. Potrei raccontare altri fatti, attribuiti a defunti. Che
cosa si deve credere?
È un tema quanto mai vasto e che andrebbe approfondito, come ancora
non è stato fatto. Credo che vada inquadrato nella ricerca biblico-teologica
su questi argomenti: quale è la vita dei defunti e degli stessi
demoni, prima del giudizio universale? Quale è la loro attività?
Già ne abbiamo fatto cenno, ma ne riparliamo volentieri.
Alcune verità fanno parte del comune insegnamento della Chiesa.
Incominciamo dagli spiriti angelici. Sappiamo che angeli e demoni esercitano
un' attività nei nostri riguardi, benefica o malefica secondo che
si tratta di angeli o demoni. Riguardo ai demoni, Pietro e Giacomo ci
dicono concordemente che sono incatenati nel Tartaro, in attesa del giudizio
finale; anche Paolo ci avverte che i giusti saranno associati a Cristo
nel giudicare gli angeli. Evidentemente il fatto che la scelta operata
dagli angeli e demoni sia definitiva e irreversibile, e il fatto dell'incatenamento
dei demoni, non impedisce una loro attività: ordinaria e straordinaria,
come abbiamo visto;
ed è un' attività che continuerà fino alla fine del
mondo.
Riguardo alle anime umane sappiamo che anche per loro il periodo della
prova termina con la morte. Ma intanto, nell' attesa del giudizio finale,
cosa possono fare in relazione al mondo dei viventi? Il dogma della Comunione
dei santi ci parla dell' attività dei beati: possono ricevere le
nostre suppliche e intercedere per noi.
Lo stesso dogma ci parla dell' attività delle anime purganti: possono
ricevere i nostri suffragi e possono intercedere per noi. Nulla finora
ci è stato detto delle anime dei dannati.
Soprattutto il mondo laico si è interessato e si interessa di questi
problemi. Ma quello che è mancato specie negli ultimi decenni,
è l'interesse dei teologi, che se ne sono altamente disinteressati
dei problemi dell'aldilà. Poiché gli umori dei teologi si
ripercuotono sempre sull' attività pastorale, anche i sacerdoti
li hanno seguiti in questo disinteresse. Come conseguenza, ad esempio,
abbiamo riscontrato una paurosa carenza di predicazione sui novissimi;
carenza nella predicazione e carenza nei catechismi: non solo in quello
olandese che, troppo combattuto alla sua uscita, è poi stato anche
troppo imitato dagli altri catechismi postconciliari.
Non posso negare che, in queste condizioni, anche gli esorcisti si trovano
talvolta spiazzati di fronte a problemi che la loro cultura teologica
è insufficiente a risolvere con sicurezza. Da qui varie ipotesi
di soluzione, avanzate con umiltà ed esitazione, come abbiamo visto,
ad esempio, a proposito delle presenze. Ma il mondo d'oggi, saremmo dei
ciechi a non accorgercene, si aspetta da noi delle risposte a problemi
nuovi, o a problemi che si pongono in termini nuovi, e noi sacerdoti ci
troviamo sprovveduti, incerti, divisi e soprattutto non coinvolti, non
interessati. Benché si tratti di problemi che ci riguardano in
modo diretto e specifico. Intanto approvo quanto è stato fatto
nel caso esposto.
DOMANDE VARIE E SINTOMI PARTICOLARI
Sono colpiti dai disturbi satanici più uomini o donne? Più
giovani o vecchi?
Tutti noi esorcisti benediciamo molte più donne che uomini. In
parte ciò è dovuto al fatto che le donne più facilmente
degli uomini sono disposte a ricevere le benedizioni di un sacerdote.
Ma penso che questo fatto non basti a giustificare la differenza. E neppure
il calcolo numerico, che le donne sono in maggior numero, dal punto di
vista anagrafico. Credo proprio che le donne siano più esposte
agli attacchi del demonio perché questi pensa di servir se ne poi
per far sua preda anche gli uomini. Un po' come ha fatto fin dall'inizio,
tentando prima Eva. Comunque, anche se posso essere incerto sui motivi,
sono certo sulla risposta da dare al richiedente: sono più colpite
le donne.
Anche sulla seconda risposta non ho dubbi: sono più colpiti i giovani.
Basti rileggere quanto abbiamo scritto sulle cause colpevoli e ci è
facile vedere come i giovani siano più esposti ad esserne vittime.
L'indemoniato è un malato contagioso? Ad aiutarlo si possono subire
danni, come, ad esempio, le vendette di Satana?
I mali malefici non sono contagiosi, ma è possibile che venga colpita
un'intera famiglia, o un gruppo anche molto grande, come si è detto.
Vediamo bene che, quando è colpita solo una persona, non ne riceve
alcun danno né il marito (o la moglie), né i figli. Tanto
meno gli altri.
E opera altamente meritoria aiutare questi malati come è altamente
meritorio aiutare chiunque è nel bisogno. Qui può trattarsi
di aiuto costante nella preghiera, nella recezione dei sacramenti, nelle
attività quotidiane. Per chi assiste e aiuta lesorcista,
può esserci il bisogno di tenere stretto lindemoniato se
si agita, nel pulirlo se sbava, ecc. Non ho mai notato inconvenienti.
E torno a dire, specie per i sacerdoti che temono le vendette di Satana
se si dedicano a questo ministero, che il maligno ci fa già tutto
il male che può; è una sciocca illusione pensare che a lasciarlo
in pace ci lasci in pace; ed è una sciocca stoltezza pensare che
si vendichi di più con chi di più lo combatte. Guardiamo
ai santi: in generale ve diamo che più uno combatte il demonio
e più il demonio ha paura di lui. Questa è la normalità
dei casi. I santi che hanno subito danni fisici dal demonio, come il curato
dArs, sono eccezioni e in genere non erano esorcisti.
La mia vita è stata tutta un susseguirsi di mali. Per 65 volte
sono stata ricoverata in cardiologia; la vita della mia famiglia è
un susseguirsi di disgrazie a catena...
Questa dura esperienza, narrata in diretta a Radio Maria, è purtroppo
tuttaltro che rara. Tutti gli esorcisti hanno conoscenza di casi
dolorosissimi, in cui proprio pare che non ci sia niente che vada dritto:
salute, amicizie, lavoro, incidenti stradali nei modi più impensati,
lutti improvvisi... Eppure, anche se si procede ad esorcismi almeno a
carattere esplorativo, non si riscontrano particolari reazioni che facciano
pensare a presenze malefiche. È come se il demonio perseguitasse
quasi dal lesterno quella famiglia, in tutto ciò che fa o
che ha, senza prendere possesso di nessun membro.
In questi casi il sacerdote, qualunque sacerdote, può esercitare
un ruolo importantissimo di sostegno, di preghiera, di fiducia. E possibile
non riuscire ad arginare le disgrazie, ma è sempre possibile riuscire
ad impedire la disperazione, riuscire a far valorizzare la sofferenza.
Che la causa sia il demonio o che sia un inspiegabile intreccio di coincidenze
avverse, ha poca importanza. E importante il conforto, il sostegno. Non
cè dubbio che il dolore è la più grande prova
contro la nostra fede, che o si rinsalda o si perde. Ecco per ché
queste situazioni, che solo alla luce della fede possono trovare il loro
significato, sono un campo prezioso aperto allaiuto dei sacerdoti,
oltre che di tutte le ani me generose.
Spesso ho notato, in persone che non hanno sintomi di malattie psichiche,
ma presentano mali di natura non cura bi le per via medica, sintomi di
freddo, stanchezza, sonnolenza; tendenza ad adagiarsi in un ignavia
assoluta... Notate questi sintomi anche voi esorcisti?
La domanda mi è stata posta, anche questa volta in diretta, durante
una trasmissione di Radio Maria, da uno di quegli psichiatri che ogni
esorcista vorrebbe avere al suo fianco. Sì, anche noi notiamo questi
sintomi, oggi sempre più frequenti, soprattutto nei giovani. Aggiungo:
perdita della fede, tendenza a rimanere chiusi in casa, totale incapacità
a studiare o a fare qualsiasi lavoro, fino a una specie di blocco del
cervello. Spesso si aggiunge una ripugnanza a qualsiasi cibo e un senso
di inferiorità che porta la persona ad appartarsi da tutto e da
tutti, a rinchiudersi sempre più con un senso crescente di disperazione.
Ho esorcizzato, presso lospedale Gemelli di Roma, una ragazza affetta
da anoressia, ottenendo buoni risultati. Non esito a ripetere che, in
casi come questi, è indispensabile una collaborazione tra esorcisti
e psi (uso, come i francesi, la sillaba che comprende psichiatri, psicologi,
psicanalisti...), soprattutto e prima di tutto psichiatri.
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